Condurre un’Impresa, indipendentemente dalle sue dimensioni, significa essenzialmente effettuare delle scelte che danno origine a costi e ricavi ed effettuare investimenti che si traducono in immobilizzazioni e capitale circolante.
Si evidenziano quindi un momento economico della gestione, che consiste nella necessità per ciascun imprenditore di trovare il punto d’equilibrio tra costi e ricavi, ed un aspetto finanziario, che riguarda la scelta di effettuare o meno determinati investimenti e l’opportunità, o meno, di utilizzare a tal fine risorse proprie o di rivolgersi al sistema creditizio.
1. Costi e ricavi
Ciascuna Impresa che opera sul mercato offre beni e/o servizi in cambio di denaro; il pubblico, se ritiene lo scambio conveniente, paga il prezzo richiesto ed ottiene in cambio un servizio od una determinata quantità di prodotti, di qualità concordata e definita.
Il risultato di questa semplice operazione economica costituisce un costo per l’acquirente ed un ricavo per l’imprenditore.
L’esempio è valido sia tra l’Imprenditore Ottico (cliente) e l’Azienda distributrice del prodotto acquistato per la rivendita (fornitore), sia tra l’Ametrope (cliente) e l’Imprenditore Ottico (fornitore).
2. Immobilizzazioni
Si tratta degli investimenti di capitale necessari per ottenere beni strumentali alla produzione destinati a durare nel tempo e ad essere impiegati con continuità nel processo produttivo: l’acquisto di un immobile da adibire a sede dell’Azienda, l’arredamento dei locali, il registratore di cassa, gli elaboratori elettronici per classificare i prodotti, produrre e gestire la scheda anagrafica dei clienti, le macchine del laboratorio per il montaggio degli occhiali, le strutture e gli strumenti della sala refrazione costituiscono tutte immobilizzazioni di capitale.
3. Capitale circolante
È costituito principalmente dalla merce destinata alla rivendita acquistata dall’Imprenditore e dai crediti che il Titolare dell’Azienda vanta nei confronti di terzi, allorché la vendita non avviene per contanti.
I prodotti che l’Imprenditore acquista dalle Case produttrici sono infatti destinati ad essere rivenduti. Hanno un termine di permanenza nel magazzino e, effettuata la vendita, sono immediatamente sostituiti da altri al fine di mantenere sempre “adeguato” il livello delle scorte.
Anche i crediti costituiscono capitale circolante in quanto, normalmente alla scadenza, sono incassati e si trasformano in denaro. Al momento dell’incasso è peraltro probabile che l’attività di vendita abbia dato origine a nuovi crediti, a loro volta destinati a trasformarsi in denaro liquido al momento del pagamento.